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SUPER NATURA - Il mondo fantastico di Omar Ronda
Il dialogo con la Natura
“Portula, luogo introvabile e magico. E certamente là, su quella scena, vi è la rappresentazione di una illuminazione, della prima percezione della realtà come scoperta di un'idea, caotica e perciò originale, del mondo.”
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 Natural Frozen, 2000 Plastica, 50x50 cm
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Natural Frozen, 2000 Plastica, foto, 50x50 cm
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Portula come infanzia dunque. Portula ansa, come richiama il nome, riposta in un mare di verde e di risonanti silenzi. Portula è il bosco di castagni. È il mormorio dei ruscelli dai nomi singolari: Rico, Valmala, Confienzo, Scoldo, Cevo. È lo scoglio della Civetta, è il picco della Mora. Portula è il luogo pànico: ogni cosa “vive” in una sua forma con la sua anima: ogni fiore, ogni erba, ogni albero ha il suo nome e il castagno, l'èrbu, l'albero per eccellenza, ha diecine di varietà che solo l'occhio del nativo sa distinguere. Portula è luogo di masche, di spiriti e forse anche l'Uomo Selvatico saltuariamente vi capita. Nei meriggi estivi, tra i radi bagliori che traforano l'ombra, o nelle morbide luci primaverili o nel caleidoscopico crepuscolo autunnale ogni fruscio, ogni guizzo, ogni baluginìo, ogni verso fa irrompere da nere quinte esseri immaginari: sognati o temuti, e comunque attesi. I fantasmi, gli spiriti buoni e cattivi del luogo presenti nei racconti dei vecchi, il bestiario esotico delle prime letture: tutto è evocato in una fantasmagorica rappresentazione che tumultua nella mente del bambino. Leggi l'articolo
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