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 CESARE GIARDINI

Omaggio a Giovanni Testori, “La Gilda del Mac Mahon”

Vernissage giovedì 24 ottobre 2013 - Ore 18.30

dal 24 ottobre al 9 novembre 2013
Galleria Lazzaro by Corsi, Milano

 

 

La Milano "On the Road" della Gilda
di Fortunato D'Amico

Cesare Giardini incontra Giovanni Testori, il cantore della Milano operaia degli anni cinquanta, quella delle fabbriche e del grigiore angosciante della periferia nel periodo prima del vertiginoso boom economico, che nel decennio seguente avrebbe coinvolto la città in una rocambolesca trasformazione di cui portiamo i segni della decadenza proprio in questo periodo.
I sobborghi popolari raccontati da Testori sono i luoghi abitati dalla massa dei salariati impegnati nella lotta quotidiana per la sopravvivenza, alla ricerca perenne di un lavoro per sbarcare il lunario. La condizione condivisa di povertà diffusa creava i requisiti ideali per l'affermazione di personaggi bizzarri, che con le loro azioni caratterizzavano la vita e le storie del quartiere ed erano presi a riferimento ogni qualvolta si rendeva necessario divulgare la vita Bohémienne della comunità.
Sono sfondi letterari ideali alla pittura di Cesare Giardini, artista animato dalla volontà di emozionare il suo pubblico esaltando sulla tela personaggi umili, straordinari per la loro capacità di esprimere valori umani, in cui ognuno di noi può riconoscersi attraverso un immediato contatto empatico. Nel 1959, anno in cui è pubblicata Gilda del Mac Mahon, a Milano, tra le storie della cronaca romantica cittadina, c'è anche la Mala, interpretata da lestofanti pieni di umanità, attenti a non compromettersi troppo con la legge e fieri del loro essere gentiluomini... ma con un mestiere molto particolare.
E' cosi anche per Rita, in arte Gilda, nome scelto per imitare un'omonima diva di Hollywood, che sogna una vita diversa, da quella miserabile di tutti i giorni qualificata dal suo mestiere di prostituta. Gilda vive e lavora volentieri per aiutare Gino, il suo amore. Ma quando lui esce dal carcere, la tradisce per un'altra perché preferisce sposare una donna onesta.

 

 

In questa mostra Cesare Giardini coglie tra le righe dei pensieri, sintetizza le emozioni e li ritrae,dando un volto e un' anima a ciò che normalmente si cela dietro le apparenze, i costumi, le facili conclusioni. I suoi ritratti e riordinano il racconto di Testori ampliandone la lettura e diventando esse stesse una nuova mise en scène teatrale.
I corpi nudi e quelli atteggiati di Gilda vestita mentre tenta di sedurre i passanti, evidenziano la capacità caricaturale acquisita dall'artista in questi anni di attività e di studio, utilizzata per regalarci attraverso il disegno semplice e un uso del colore di immediata comunicativa, il pathos di uno sguardo rubato verso l'indiscreto.
Tutto questo Cesare Giardini lo fa con coerenza, continuando il suo viaggio verso i luoghi della conoscenza e della memoria che si confondono con città, panorami, canzoni, racconti, idealizzazioni profonde dei rapporti tra uomo e donna, e dell'umanità con la natura. Egli è libero di reinterpretare le linee ritmiche, le arie melodiche, le atmosfere registrate durante il tour. Potremmo definire Cesare Giardini uno scenografo, un regista che mette a punto il suo copione e definisce i fondali delle tele ascoltando le opinioni dei tanti amici che visitano il suo studio e che sono invitati a discutere con lui il tema del confronto. Istintivamente, e con una grande attitudine alla sintesi, egli compone il film pittorico che ha sognato e condiviso con altri.
Cesare Giardini, con queste opere dedicate alla Milano della Gilda del Mac Mahon, non solo ci fa emozionare, ma ci invita a riflettere sui valori e sull'umanità che Milano ha perduto in quest'ultimo mezzo secolo in cui la città e diventata metropoli "da bere" e poi capitale della finanza.

 

Archivio Galleria Lazzaro by Corsi
Via Cenisio,50 20154 Milano

Telefono e Fax 02 36521958

www.gallerialazzaro.it - This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Orario: da martedì a sabato: 9.00-13.00 /
15.00-19.00 e su appuntamento
La mostra è curata e si avvale di un testo critico di Fortunato D'Amico

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