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ANDREA MARICONTI - Kanon

Inaugurazione: giovedi 11 aprile 2013 - Ore 18.30-21.00

 Dall'11 aprile al 24 maggio 2013
Federico Rui Arte Contemporanea, Milano


Aleifar metafisica


Aleifar Kanon

Federico Rui Arte Contemporanea
Via Turati 38, Milano

Tel. 392 4928569
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www.federicorui.com

Orari: da martedì a venerdi
15.00-19.00; sabato su appuntamento


Aleifar


Moher

Giovedi 11 Aprile 2013 si inaugura la personale di Andrea Mariconti dal titolo “Kanon” accompagnata da un volume edito da Skira con testi di Flaminio Gualdoni e Emanuele Beluffi. Dopo il successo della personale alla Fondazione BiPiElle di Lodi dello scorso settembre, organizzata in collaborazione con il FAI, e di Sublimate, Sublime, Subliminal, in corso fino al 13 aprile al Lloyd's Club di Londra, Andrea Mariconti torna a esporre da Federico Rui Arte Contemporanea, galleria con cui lavora da dieci anni, dove vengono presentate quindici opere inedite. Kanon dal greco κανον, significa letteralmente bastone di canna, metaforicamente regola, prescrizione, forma. Una sorta di modello che imprime la ricerca di Andrea Mariconti. La memoria innanzitutto, che è sia formale dei luoghi vissuti, sia sostanziale nella materia utilizzata: cenere, terra e olio di motore esausto, uniti sulla tela con olio bianco. Elementi che conservano tracce del loro vissuto e sono passati attraverso una sorta di purificazione: la cenere ha attraversato il fuoco, il petrolio è già stato consumato da motore e ingranaggi. La tecnica si è evoluta nel corso del tempo, ma sempre privilegiando elementi naturali e quasi monocromi. La cenere, in primis, che legata all'olio bianco gli consente di ottenere una matericità dell'impasto pittorico; la terra, richiamo alle nostre origini e al radicamento sul territorio di ciascun individuo; l'olio combustibile esausto, materiale povero e difficilmente riciclabile, che trova nuova vita e dignità all'interno dell'opera d'arte. «La cenere è per me corpo di un’eredità. In essa è custodita la memoria del territorio, la vita del legno combusto e purificato. Con la cenere incorporo nuovamente il tessuto dell’esistenza ridefinendo la materialità di ogni rappresentazione. Ogni colore è dato esclusivamente dalla cromia naturale di ogni materia. Gli oggetti, le sostanze, non sono simboli astratti, non vengono usati come metafore. Essi sono, nell’essenza», così spiega Andrea Mariconti. Emanuele Beluffi scrive nel testo del catalgo Skira: “Petrolio e cenere sono il sostrato della pittura, elementi che ricevono un intervento di trasformazione secondo un’ispirazione accostabile alla pratica alchemica. (…) Un’opera che in un certo senso è una teoria del tutto, schermo plastico di ciò che vi è. E che rappresenta i tre regni vegetale (olio di lino e petrolio), minerale (gesso di Bologna) e animale (colla di coniglio) con i quattro elementi: la terra (il materiale di origine naturale), l’aria (le intemperie cui sono volutamente soggette le tele), l’acqua (le muffe), il fuoco (la cenere).”

Catalogo: Skira con testi di Flaminio Gualdoni e Emanuele Beluffi

 

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